Genova Post La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 14.00 del 16 Settembre 2019

La fretta come metodo di vendita

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

La fretta come metodo di vendita

- Rileggendo qua e là tra gli episodi della Storia, antica e recente, non é raro riscontrare, tra abomini di sorta, una sovrabbondante presenza di sopraffazioni e di manipolazioni.

Il “potere” se ne è abbondantemente avvalso per conservare ben saldo il “governo del popolo” e per realizzare, volta a volta, gli interessi politici, economici, commerciali di una parte dominante a discapito della dominata.

Considerati quindi i “ri-corsi” del tempo e delle vicende che si rin-corrono secondo il principio “eadem sed aliter” (uguale ma altro), scomodando Schopenhauer, se ne annotino i segni, tentando di trasferirli anche al nostro “pacifico” contesto quotidiano.

Cosicché, senza farci irretire da ossessive percezioni di macchinazioni e complotti, la pubblicità stessa può diventare una interessante metafora, una divertente ed eloquente esemplificazione del presente storico.

Come tale, il “mercato”, impossessato da demoniche istanze consumistiche, nell’impresa di instillare una continuità di desideri in capo al cittadino-consumatore, non lesina di avvalersi di operazioni di marketing a tratti anche latamente manipolative.

Diciamo meglio che, non di rado, la pubblicità, con tono suadente e confidenziale, conduce il cliente ad affrettare le proprie scelte per l’acquisto di un prodotto.

Ad esempio, non sorprende che le condizioni di acquisto di un prodotto pubblicizzato abbiano sempre una imminentissima scadenza, seppur conseguendone una “fretta” che, secondo noto proverbio, “è cattiva consigliera”.

Richiamare l’attenzione sul fatto che un prodotto sia prossimo all’esaurimento o che le super-scontate condizioni di vendita siano in scadenza, incornicia perfettamente il collaudato (e legittimo) metodo con il quale si persegue l’obiettivo commerciale.

A ribadire l’ironia della sorte e della ricorsività, laddove la pubblicità veicola ed alletta l’occasione di acquisto, ponendo una data ultima, il potenziale cliente si tranquillizzi, potendo con probabilità ri-trovare una proposta pari-pari, poco tempo dopo.
In tutte le circostanze in cui la logica commerciale induce una accelerazione nelle decisioni all’acquisto, si avvale di un metodo che fruisce dell’indole addomesticata del consumatore, in perenne rincorsa.

Inoltre, la creazione di un’industria del divertimento, utile al controllo del tempo libero, e la capillarità domestica dello strumento televisivo, che ben conforma la stanziale domesticità e travolge la deep-attention, necessitante del confronto sociale diretto, ben possono ricondursi alla fattispecie in trattazione.

Similmente, l’acquisto di un’automobile, nel transfert superomistico proposto nei media, implica e trasferisce anche il potenziale di avventura, di fascino, di acclamazione: ciò malgrado la scelta, ammantata come elitaria, si collochi in un trend omologante e preveda una prioritaria rateizzazione che se-duce una ampia gamma sociale.

In conclusione, a fronte della sostanziale ancillarità del consumatore, la pubblicità, per contro, ne adula l’immagine prometeica, esuberante e vincente.

In buona sostanza, stante la storica ricorsività, non siamo molto distanti dalla condizione di chi veniva “venduto insieme al podere” (cit. Montanelli).

Domenica 19 maggio 2019 alle 12:25:31
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova


































Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News