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Ultimo aggiornamento ore 22.15 del 26 Giugno 2019

Porto di Genova, scatta il presidio ai varchi e il corteo verso Palazzo San Giorgio

Lo stop di 24 ore è previsto a livello nazionale

motivi della protesta
Porto di Genova, scatta il presidio ai varchi e il corteo verso Palazzo San Giorgio

Genova - Sciopero nazionale dei porti di 24 ore per la giornata di domani: a Genova i sindacati daranno vita a un presidio ai varchi dalle 6 alle 19.30 e, a partire dalle 10, è previsto un corteo da Ponte Etiopia verso Palazzo San Giorgio

Contratto - «Il contratto collettivo nazionale di lavoro dei porti ha un ruolo fondamentale in termini di equità sociale e per ciò che attiene la sostenibilità e capacità competitiva del settore, in armonia con le altre previsioni contenute dall'ordinamento giuridico nazionale, rappresenta un valore insostituibile di regolazione - hanno dichiarato Filt-Cgil, Fit-Cisl ed Uiltrasporti Genova - La validità dell'intuizione delle parti stipulanti di dotare la riforma portuale del 1994 di un Ccnl unico di settore ha trovato, nel lungo periodo, le risposte positive di stabilità sociale, economica e sviluppo che conseguentemente si è realizzato».

Motivazioni - «Inoltre i lavoratori sono stanchi di essere presi in giro e dicono basta all'autoproduzione delle operazioni portuali che crea dumping nel lavoro portuale e grave rischio per la sicurezza, specialmente dei lavoratori marittimi adibiti a tali mansioni - hanno aggiunto - La fase di stallo in cui è finita, lo scorso 12 aprile, la trattativa per il rinnovo del Ccnl dei porti a causa delle rilevanti indisponibilità datoriali su temi quali la difesa del fattore lavoro e le sue peculiarità, assume un carattere di pesante gravità e crea un livello di preoccupazione delle scriventi Segreterie sindacali molto alto che, inevitabilmente, apre una stagione conflittuale di pari entità. Rimarchiamo anche, per le aziende che non applicano il contratto dei porti, che la legge 84/94 non mette dubbi sul rispetto delle condizioni economiche e normative che non devono essere peggiori e quindi e' necessario rinnovare anche gli altri contratti in scadenza come quello dell'armamento. Inoltre il continuo tentativo di rimandare l'applicazione dell'art. 15 bis per i lavoratori delle compagnie portuali rischia di mettere a serio rischio la continuità aziendale ed i posti di lavoro», hanno concluso.

Mercoledì 22 maggio 2019 alle 19:00:32
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