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Ultimo aggiornamento ore 11.20 del 27 Giugno 2019

"Bambole. Storie di una passione senza tempo", al Teatro Falcone

`Bambole. Storie di una passione senza tempo`, al Teatro Falcone

Genova - Sullo stimolo di musei internazionali che hanno dedicato alla Bambola importanti esposizioni (dalla storica Dolls Exhibition al Brooklyn Museum, New York, alla più recente Small Stories: at Home in a Dolls’House al Victoria & Albert Museum, Londra) l’esposizione genovese nasce da un progetto d’ampio respiro e mira alla valorizzazione di beni culturali altrimenti poco noti, con una valenza di forte impatto emotivo, antropologico e sociologico, iscrivendosi all’interno del ricco calendario di proposte culturali del Palazzo Reale di Genova.

Allestita all’interno del Teatro del Falcone, negli spazi del primo piano, la mostra BAMBOLE (fino al 28 luglio), sarà infatti fruibile al pubblico in contemporanea all’esposizione dedicata alle opere di Antonio G. Santagata, La memoria della guerra. Antonio G. Santagata e la pittura murale del Novecento, ospitata al piano terreno del Teatro.

È la prima volta che ai visitatori di Palazzo Reale, oltre all’esplorazione degli appartamenti storici del Museo, si offre la possibilità di approfittare di due proposte espositive complementari negli spazi del Teatro, al fine di attirare un pubblico trasversale con una gamma di proposte culturali ampia e articolata.

In particolare, la mostra BAMBOLE intende rendere tangibile il valore artistico di questi beni culturali particolarissimi, ingiustamente relegati in modo esclusivo tra le manifestazioni ludiche dell’infanzia, ripercorrendone la storia, a partire dalle immagini mariane e dai manichini lignei della produzione presepiale ligure del XVIII secolo. Modello del corpo umano, giocattolo, strumento di riti religiosi e magici, feticcio, manichino, simulacro, opera d’arte, oggetto da collezione, simbolo pop, il manufatto-bambola offre un’infinita varietà di letture, espressione mai banale della cultura moderna e contemporanea.

Fulcro della mostra è la collezione Frediani, straordinaria raccolta di rari esempi di bambole dal XVIII secolo a oggi, già esposta nel 2012 presso l’Archivio di Stato di Lucca, favorevolmente accolta in quell’occasione dalla critica e premiata da un notevole successo di pubblico. Caratterizzati da provenienze geografiche le più varie, differenti per tecniche costruttive e tipologie, gli oltre 200 esemplari esposti nel Teatro del Falcone afferiscono soprattutto al mondo femminile, alludendo a un destino collettivo in gran parte tracciato. Dalle bambole in bachelite a quelle in cartone pressato, da quelle in stoffa e in cartapesta ai raffinati modelli in bisquit di produzione francese, dagli esemplari della celeberrima produzione Lenci a quelli moderni in vinile e resina, emergerà l’alto livello esecutivo e artistico raggiunto da questa particolarissima tipologia di manufatto, sia nelle sue componenti plastiche sia in quelle tessili.
La mostra, soprattutto, intende sottolineare come, nel corso del tempo e in modalità diverse, la bambola abbia avuto intensi rapporti con le arti decorative, il design e la moda oltre che, naturalmente, con la scultura.

Concluderanno il percorso le bambole della seconda metà del Novecento, testimoni e specchio di mondi contemporanei: dal cinema alla musica rock, dalla fotografia alla moda, con uno sguardo ai fenomeni di collezionismo che caratterizzano l’americana Barbie. Un tema, dunque, dalle molteplici letture e affrontato da diverse prospettive, nei suoi risvolti culturali e sociologici, talvolta sorprendenti e inaspettati e che un articolato apparato didattico, grafico e fotografico, renderà manifesto al pubblico.

Venerdì 3 maggio 2019 alle 12:10:36
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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