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Ultimo aggiornamento ore 15.00 del 23 Ottobre 2019

Batterio New Delhi, le morti in Toscana preoccupano ma Alisa rassicura: «In Liguria la sorveglianza è efficace»

Batterio New Delhi, le morti in Toscana preoccupano ma Alisa rassicura: «In Liguria la sorveglianza è efficace»

Liguria - Pare che negli ultimi mesi il batterio New Delhi abbia causato oltre 30 vittime nella sola Toscana: basti pensare che solo tra novembre 2018 e il 31 agosto 2019 il batterio è stato isolato nel sangue di 75 pazienti ricoverati con patologie gravi. Vista la vicinanza con la zona della Toscana, Alisa e Regione Liguria hanno diffuso un comunicato per spiegare cosa stia effettivamente succedendo.

Il comunicato - «La circolazione del batterio New Delhi Metallo-beta-lattamasi (NDM) rientra nel fenomeno seguito con attenzione da tempo e presente a livello globale della diffusione delle Enterobatteriacee produttrici di Carbapenemasi (CPE). Lo assicura Alisa, la rete delle Asl e delle strutture ospedaliere regionali per tranquillizzare i cittadini del territorio.
Il sistema di monitoraggio e controllo delle CPE è attivo in Italia dal 2013 e la Liguria è stata una delle prime regioni a recepire integralmente le indicazioni presenti nella circolare ministeriale di istituzione del sistema di sorveglianza.
Il riscontro di casi di malattia o di cluster di portatori di NDM – spiegano da Alisa – è ampiamente rilevato in tutto il mondo negli ultimi anni e il quadro epidemiologico riscontrato nelle regioni italiane, dove la sorveglianza è più attiva ed efficace, è coerente con il panorama europeo. L’outbreak in Toscana rappresenta un evento isolato, meritevole di attenzione.
In Regione Liguria è attivo un sistema di sorveglianza efficace delle Infezioni correlate all’assistenza (ICA), comprese le CPE che, per l’elevato standard qualitativo, ha portato a pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Il fenomeno della circolazione di NDM è oggetto di attenzione del gruppo tecnico regionale per la sorveglianza e controllo delle ICA, come evidenzia la presenza dell’argomento nell’ordine del giorno dell’incontro tenutosi in data 21 giugno 2019.
Il piano nazionale di contrasto all’antibiotico resistenza è stato recepito a livello regionale (DGR 265/2018) e le misure per il controllo delle CPE, efficaci anche per il NDM, sono già attive da tempo nella nostra Regione (DGR 529/2015). “Appaiono, quindi – dicono da Alisa – infondate le affermazioni allarmanti riportate dai media sulla mancate azioni di monitoraggio e controllo nei confronti delle CPE-NDM in Liguria. È bene precisare, onde evitare di generare pericolosi e immotivati allarmismi, che nella nostra Regione, è garantita un’attività di sorveglianza e controllo delle potenziali situazioni di rischio, dove non sussiste nessun tipo di trascuratezza o incuria nella tutela dei percorsi sanitari e, in particolare, delle infezioni correlate all’assistenza”».

Venerdì 13 settembre 2019 alle 14:00:31
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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