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Ultimo aggiornamento ore 16.00 del 15 Settembre 2019

«La città non è in ginocchio»: il ricordo del 14 agosto nelle parole di Marco Bucci | Video

8 mesi dopo
«La città non è in ginocchio»: il ricordo del 14 agosto nelle parole di Marco Bucci<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/-la-citta-non-e-in-ginocchio-bucci-ricorda-il-14-agosto-alla-presentazione-del-candidato-sanremese-2211.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>

Liguria - Il prossimo 26 maggio a Sanremo si svolgeranno le elezioni amministrative. In occasione della presentazione del programma e dei candidati delle liste del candidato sindaco del centro destra unito Sergio Tommasini, ieri il primo cittadino genovese e commissario per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera Marco Bucci ha preso parte all'evento, manifestando il proprio sostegno a quello che ha definito essere «un manager come me». Durante il suo intervento, inoltre, Bucci non ha mancato di ricordare - esattamente 8 mesi dopo - la tragedia del Morandi, ripercorrendo gli istanti immediatamente successivi al crollo.

Il ricordo della tragedia - «Quando è successo io ero in macchina» ha raccontato Bucci: «stavo andando dal consiglio metropolitano al consiglio comunale. Alle 11.40 mi hanno telefonato e mi hanno detto "È caduto Ponte Morandi": io subito ho pensato fosse caduto un cornicione e qualcuno si fosse fatto male, ma purtroppo mi è stato risposto che in realtà erano crollati circa 200 metri di viadotto. È stato uno shock». Senza farsi assalire dal panico, il primo cittadino del capoluogo ligure ha però pensato subito a prendere in mano la situazione: «Ero in America l'11 settembre 2001, quindi quando ho sentito del ponte ho subito pensato - lo dico proprio sinceramente - che anche in quel caso potesse trattarsi di un attentato terroristico. La prima mezz'ora non sapevo bene cosa fare: abbiamo chiamato il Coc, e alle 12.03 avevamo già organizzato buona parte del da farsi». «Nel mio cuore c'era solo una domanda: cosa facciamo ora? Qual è la priorità? E qui viene fuori l'esperienza di chi ha gestito aziende e ha fatto business nel mondo: quando ci sono tante cose assieme, bisogna sempre metterle in scaletta e capire quale sia la più importante» continua Bucci: «Per me in quel momento è stato chiaro che - oltre a occuparci immediatamente di salvare più superstiti possibile e tirare fuori dalle macerie chi purtroppo non ce l'aveva fatta, come da logica e da buon senso - la priorità in quel momento per un Sindaco doveva essere il resto della città. Perché quando succedono tragedie come questa bisogna pensare anche a chi in quel momento è fuori dall'evento, ma potrebbe in qualche modo esservi connesso: e in quel momento era necessario fare in modo che tutti i cittadini fossero al sicuro».
Dopo sole due ore dal crollo si è svolta, poi, la prima conferenza stampa, e il Sindaco di Genova afferma che quella la ricorderà per tutta la vita: «C'erano circa una sessantina di giornalisti, eravamo tutti con le facce tristi e fuori pioveva ancora: io ho sentito i primi commenti, poi a un certo punto ho preso la parola e ho detto solo "La città non è in ginocchio". Perché il primo cittadino deve fare così in questi casi, deve rimanere calmo e dare le linee guida. Genova non era e non è in ginocchio: noi siamo una grande città, che in quel momento doveva solo tirarsi su le maniche e lavorare insieme. E così è stato fino a oggi».

Lunedì 15 aprile 2019 alle 10:30:48
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15/04/2019 - «La città non è in ginocchio»: Bucci ricorda il 14 agosto alla presentazione del candidato sanremese



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