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Ultimo aggiornamento ore 18.00 del 17 Settembre 2019

Ennesima aggressione nel carcere di Marassi, il SAPPe chiede l'intervento del Ministro Bonafede

Ennesima aggressione nel carcere di Marassi, il SAPPe chiede l´intervento del Ministro Bonafede

Val Bisagno - Ennesimo episodio di violenza all’interno del carcere genovese di Marassi. Un detenuto italiano, senza alcuna motivazione, nelle operazioni di accesso ai cortili passeggio ha sferrato un pugno al poliziotto addetto ai controlli.

L'aggressione - Ad annunciarlo è stato il SAPPe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria) della Liguria, il quale ha così commentato: «L’aggressione odierna è stata, per l’ennesima volta, causata da un detenuto psichiatrico, un detenuto che non è nuovo a comportamenti aggressivi, anche la sua detenzione è stata causata da un’aggressione.
Come al solito è sempre la Polizia Penitenziaria a fare da carta assorbente alle criticità penitenziarie. E’ inconcepibile osservare inermi a questi episodi che coinvolgono la Polizia Penitenziaria diventata un bersaglio per la popolazione detenuta. Quel detenuto, proprio perché abitualmente aggressivo, avrebbe dovuto avere una maggiore sorveglianza, invece nessun accorgimento cautelativo, pare, sia stato adottato».
«Abbiamo già evidenziato e presentato i dati negativi delle carceri liguri» spiegano «ma l’argomento, considerato il ripetersi di eventi critici, non sembra aver la giusta attenzione e nel frattempo crescono gli episodi negativi ai quali la Polizia Penitenziaria è lasciata da sola, senza indicazioni o validi strumenti per contrastare la negatività del sistema carcere che in Liguria parrebbe maggiormente amplificato dopo la chiusura del Provveditorato ligure assorbito da quello del Piemonte».
Il Segretario Generale del SAPPe Donato Capece sostiene la protesta dei poliziotti della Casa Circondariale di Marassi a Genova e, «nell’esprimere solidarietà e vicinanza al poliziotto penitenziario vilmente aggredito» denuncia le condizioni operative della Polizia Penitenziaria della Liguria: «Dovrebbe fare seriamente riflettere le istituzioni il livello di pericolosità e di ingovernabilità che sta da tempo caratterizzando le carceri della Liguria e, di conseguenza, le difficoltà operative che quotidianamente deve fronteggiare il personale di Polizia Penitenziaria. Il SAPPe, come primo e più rappresentativo Sindacato della Polizia Penitenziaria, rappresenterà nuovamente ai vertici nazionali e regionali dell’Amministrazione Penitenziaria tutte queste criticità, sollecitando urgenti ed adeguati interventi». «La cosa grave» conclude Capece, «è che la crescita esponenziale degli eventi critici in carcere si è concretizzata proprio quando sempre più strutture detentive hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario "aperto", ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria. Ed è grave che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria guidato da Francesco Basentini non sia ancora stato in grado di mettere in campo efficaci strategie di contrasto a questa spirale di sangue e violenza».

Giovedì 11 aprile 2019 alle 11:30:46
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