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Ultimo aggiornamento ore 19.00 del 17 Agosto 2019

Ponte Morandi, controlli antimafia nel cantiere: azienda esclusa dai lavori

Il provvedimento adottato dal Prefetto è stato notificato dalla Dia

risolto il contratto
Ponte Morandi, controlli antimafia nel cantiere: azienda esclusa dai lavori

Val Polcevera - Possibili infiltrazioni mafiose nel cantiere del Morandi: per questo la Direzione investigativa antimafia ha escluso l'azienda Tecnodem dai lavori di demolizione del viadotto sul Polcevera. Il provvedimento è stato notificato su disposizione del prefetto di Genova.

Motivazione - Da quanto è emerso l’azienda, con sede a Napoli, che si occupa di demolizione industriale di materiale ferroso, a febbraio scorso è stata inserita tra le ditte sub-appaltatrici per la demolizione e la bonifica degli impianti tecnologici.

Contratto - Intanto la Struttura Commissariale ha provveduto alla risoluzione del contratto: «Come previsto dal Protocollo sottoscritto dal Commissario per la Ricostruzione Marco Bucci e il Prefetto di Genova Fiamma Spena, dato il provvedimento interdittivo adottato dalla Prefettura nei confronti dell'impresa Tecnodem s.r.l , la Struttura Commissariale ha provveduto a chiedere l'immediata risoluzione del contratto in essere all'Ati di demolizione, di cui la stessa azienda era un subappalto (con incarico di "demolizione e bonifica di impianti tecnologici"). Al provvedimento si è arrivati anche grazie all'efficienza degli attenti controlli svolti, puntualmente eseguiti nei confronti delle aziende che orbitano attorno al cantiere di demolizione e ricostruzione del Viadotto Polcevera». «La Fratelli Omini Spa prende atto di quanto comunicato dalla Struttura Commissariale nella tarda serata di ieri, per quanto di riferimento alla società Tecnodem srl. affidataria di un contratto di subappalto»: così l’Ati Demolitori che aggiunge: «Prima dell'inizio dei lavori avevamo presentato alla Committenza tutta la documentazione richiesta e prevista ai fini delle verifiche antimafia per ottenere il permesso al subappalto delle relative attività. Ottenuta l'autorizzazione, soggetta a successiva verifica da parte della Prefettura, sono stati consentiti gli ingressi in cantieri. Alla luce di quanto emerso dalle indagini svolte dalla Prefettura di Genova e in seguito alla conseguente comunicazione ricevuta in data 13 maggio 2019, l'ATI nel totale rispetto e ottemperanza delle prescrizioni ricevute ha già provveduto all’immediata risoluzione del contratto di subappalto e all' allontanamento della società in questione».

Martedì 14 maggio 2019 alle 12:30:50
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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