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Ultimo aggiornamento ore 21.00 del 15 Novembre 2019

Zona Arancione, 7 milioni le risorse che saranno ripartite a circa 890 famiglie

Proposta presentata dal comitato Pris che si è riunito in Regione

indennizzi
Zona Arancione, 7 milioni le risorse che saranno ripartite a circa 890 famiglie

Val Polcevera - Ammontano a 7 milioni di euro le risorse a disposizione del commissario per la ricostruzione da riportare ai residenti della zona arancione, limitrofa al cantiere del ponte Morandi. Una cifra che verrà ripartita a circa 890 famiglie della zona arancione sulla base di fasce concentriche calcolate sulla distanza dal cantiere. E' questa la proposta presentata dal comitato PRIS (Programma Regionale Intervento Strategico) che si è riunito oggi in Regione alla presenza anche dei rappresentanti dei comitati dei cittadini residenti nell'area interessata. All'incontro erano presenti l'assessore regionale alle Infrastrutture, l'assessore comunale al Bilancio e per la struttura commissariale i due sub commissari, accanto ai tecnici di Regione e Comune.

Calcolo - Dalla proposta è emersa la seguente ripartizione calcolata sugli alloggi presenti all'interno delle tre fasce: un indennizzo di 20.000 euro per la fascia più vicina al cantiere (entro i 50 metri); un indennizzo di 10.000 euro per la seconda fascia (tra i 50 e i 100 metri); un indennizzo di 4.000 euro per la terza fascia (tra i 100 e i 150 metri).

Stanziamento - «Al momento si tratta di un'ipotesi di ripartizione, che sarà oggetto di ulteriori studi, anche alla luce delle audizioni svoltesi oggi con i comitati – spiega l'assessore regionale alle Infrastrutture – Come si può vedere, pertanto, quanto dichiarato dal consigliere Rossetti e cioè un indennizzo forfettario di 400 euro non trova alcun fondamento nelle elaborazioni allo studio del comitato. Inoltre lo stanziamento di 7 milioni è stato definito dallo Stato e il consigliere Rossetti dovrebbe sapere, invece di fare polemiche a vuoto, che parlare di indennizzo a carico di Regione vuol dire non conoscere la Legge e lo strumento del PRIS che è uno strumento che indennizza i cittadini interferiti da un cantiere di una grande opera infrastrutturale, individuando un soggetto attuatore che, in questo caso, è il Governo. Regione Liguria si era già mossa per riconoscere un indennizzo ai cittadini disagiati, già prima del decreto Genova, quando il soggetto attuatore era ancora ASPI. Successivamente c'è stata la Legge dello Stato che lasciava fuori alcune fasce di cittadini. Quindi noi abbiamo chiesto al Governo e non l'opposizione un emendamento alla Legge che permettesse al commissario Bucci di utilizzare i fondi previsti dal decreto Genova per coprire quei cittadini tagliati fuori dai risarcimenti. Lo so che il PRIS prevede garanzie più ampie di quanto è stato inserito nel Decreto Genova». L'assessore alle Infrastrutture di Regione Liguria si è detto «d'accordo nel continuare a provare a mediare con il Governo, ma ha sostenuto l'importanza di quanto raggiunto oggi che non deve essere vanificato da discussioni idealistiche lontane dalla realtà».

Norma - «Siamo soddisfatti per i tempi – dicono insieme gli assessori di Regione e Comune alle Infrastrutture e al Bilancio - perché la norma che ha autorizzato il commissario a pagare gli indennizzi è della fine di aprile e noi ad oggi siamo in grado di elaborare una proposta che verrà ridiscussa la prossima settimana nella nuova riunione del comitato PRIS prevista mercoledì 8 maggio alla presenza dei comitati, per poi corrispondere le somme. Di sicuro è importante il confronto che abbiamo avuto oggi con i cittadini per giungere a una ripartizione il più possibile condivisa con i soggetti interessati».

Giovedì 2 maggio 2019 alle 18:00:35
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